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3 Gen

Fari indimenticabili

Ecco, in ordine sparso, una selezione di fari che ho avuto la fortuna di vedere e, nei migliori dei casi, di visitare. L’atmosfera, la luce o il profumo di quel particolare momento, unito alla loro storia, o alla loro fantastica posizione, me li hanno resi indimenticabili.

 


Faro di Barrettinelli di fuori, Sardegna, Italia

 

Approdati all’Isola di Santa Maria, nell’Arcipelago della Maddalena, un sentiero lungo circa un chilometro, che attraversa la profumata vegetazione sarda, vi condurrà, in venti minuti, fino a Punta Filetto. Da qui ammirerete l’Isola Corcelli, l’Isola Barrettini ed il faro, costruito su un isolotto poco distante. Eretto dalla Regia Marina nel 1936, venne distrutto durante la seconda Guerra Mondiale. Nel 1960 venne ricostruito, prima in ferro, e poi in cemento, con un’altezza di 12 metri, e dipinto di rosso e nero. Solitario.

 


Faro di Duncansby Head, Caithness, Scozia

 

Posizionato nel punto estremo di Nord Est della Gran Bretagna, e raggiungibile percorrendo in auto una stretta strada sterrata che parte da John ‘O Groats, il faro di Duncasby Head venne costruito nel 1924. La posizione verso le Orkney Islands è magnifica, ed è un ottimo punto di partenza per una lunga ed emozionante camminata che costeggia pericolosamente la scogliera, verso il Thirle Door (un arco di roccia in mare) ed i meravigliosi Stacks of Duncansby (immensi faraglioni alti 60 metri). Indimenticabile Scozia allo stato puro.

 


Faro di Portofino, Liguria, Italia

 

Un chilometro di percorso, che parte dal centro di Portofino e include la Chiesa di San Giorgio (panorama mozzafiato) permette di giungere al Faro, attraversando la ricca vegetazione del Promontorio, facente parte del Parco Regionale Naturale. Costruito nel 1870, il faro si presenta come un torrione bianco e quadrato, alto 12 metri, posizionato su un costone roccioso a picco sul mare. Scenograficamente strepitoso.

 


Faro di Cap Frehel, Bretagna, Francia

 

La Torre Vauban fu qui costruita addirittura nel 1650, utilizzando, ovviamente, il granito. Il faro venne eretto 300 anni dopo, nel 1950, ed è visitabile. Dalla sua sommità è possibile vedere le isolette del Canale della Manica e Fort La Latte. Il Forte, raggiungibile in automobile in soli 10 minuti, è stato usato come set cinematografico per i film “I Vichinghi” (1957, con Tony Curtis e Kirk Douglas) e “Chouans” (2010, con Sophie Marceau). Paesaggio cosparso di erica e lavanda.

 


Faro di Nosy Tanikely, Antsiranana, Madagascar

 

Situata nel Canale di Mozambico, a sei miglia dalla costa del Madagascar, l’Isola di Nosy Tanikeli è parte di un Parco Nazionale dal 2011, e, per questo motivo, l’accesso è contingentato. Delfini e tartarughe animano il paradiso subacqueo, mentre lemuri, pipistrelli e volpi volanti sono i padroni incontrastati della parte terrestre. Il faro, eretto nel 1908 e alto 10 metri, è visitabile, ed è raggiungibile con una camminata di 15 minuti attraverso la foresta. Dalla sua posizione elevata è possibile godere di un panorama sensazionale, che potete intuire solo in parte dalla fotografia. Il profumo della foresta tropicale sposa quello dell’oceano.

 


Torre Kiz Kulesi, Istanbul, Turchia

 

La prima edificazione (in legno) della “Torre della ragazza” (“Kiz Kulesi” in turco), detta anche Torre di Leandro, avvenne nel 1110 per impedire l’accesso al golfo alle navi nemiche, a mezzo di una lunga catena, Nel 1763 venne costruita in pietra dai Bizantini, ed in seguito usata come faro dagli Ottomani. Attualmente, oltre ad ospitare un esclusivo ristorante, vigila silenziosa sul traffico marittimo tra la costa europea e quella asiatica di Istanbul. Permeata di storia e di strane leggende: affascinante.

(In riferimento ad Istanbul, leggi anche questo articolo)

 


Faro del Castillo del Morro, Havana, Cuba

 

La Baia dell’Avana è protetta da questa fortezza (chiamata “El Morro“, e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO), che include il celebre faro. E’ alto 25 metri e, dopo ripetute distruzioni, venne ricostruito in questa versione durante la prima metà del 1800. Dalla fortezza (collegata alla terraferma solo da un ponte levatoio) viene sparato al tramonto un colpo a salve da ognuno dei 12 cannoni ancora presenti. Severo ed imponente.

 


Faro della vieille, Pointe du Raz, Bretagna, Francia

 

Sull’oceano Atlantico, nel punto più occidentale (insieme a Corsen) dell’intera Francia, sorge il promontorio chiamato Pointe du Raz. Al termine di una camminata di un chilometro, sarà possibile ammirare il Faro della Vieille, quasi sempre sferzato da un vento impetuoso e da onde spaventose. Il faro venne costruito proprio in quel punto per aiutare le navi a passare indenni il terribile stretto “Raz de Sein“, tra la Pointe du Raz e l’isola di Sein. Mare in tempesta e vento impietoso: la pura anima Bretone è qui.

 


Faro di Chania, Creta, Grecia

 

Costruito dai veneziani nel 1500 a protezione della città (una catena chiudeva il porto alle navi nemiche), fu distrutto più volte, ma ricostruito dagli egiziani nel 1824, con l’architettura e la funzione di minareto. Trasformato in faro, fu bombardato durante la seconda guerra mondiale (come tutta l’isola), e venne ristrutturato definitivamente nel 2005. Elegante e fotogenico.

(In riferimento all’Isola di Creta, leggi anche questo articolo)

 


Faro Celarain, Isola di Cozumel, Messico

 

Esposto alle sfuriate del Mar dei Caraibi, è situato nel Canale dello Yucatan, all’estremo sud dell’Isola di Cozumel, all’interno del Parque Punta Sur. Costruito nel 1901, dista circa 30 chilometri dall’abitato di San Miguel ed è, secondo leggende locali, serenamente popolato da fantasmi. Si trova vicino al sito Maya chiamato “El Caracol”. Una lama bianca nel verde e nell’azzurro.

(In riferimento all’Isola di Cozumel, leggi anche questo articolo)

 


 

Infine, meritano una menzione speciale anche: La Lanterna di Genova, la Torre Eiffel di Parigi, il faro (commerciale) di Playa del Carmen, in Messico, il faro di Margate, nel Kent, in Inghilterra, il faro di Capo Caccia, vicino ad Alghero, in Sardegna, ed il faro di Beauduc, in Camargue, Francia (in riferimento a Beauduc, leggi anche questo articolo).

 

 

 

 

 

 

Osservando le mie mani, ho visto granelli dei ricordi cadere tra le dita, uno dopo l’altro, e andare perduti per sempre. Con questo contenitore magari ne salverò qualcuno, per chi, in futuro, sarà interessato a capire cosa io fossi.

2 Commenti
  • Andrea balbi

    Sicuramente quello di creta. Mi ha lasciato una sensazione di libertà.

    Però il mio cuore lo ha sempre la lanterna di Genova.

    Un abbraccio
    Andrea

    4 gennaio 2018 at 11:06 Rispondi

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