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22 Giu

Old friends

Vent’anni fa, esattamente il 20 giugno 1998, era un tiepido sabato di fine primavera, ed era per me una gran bella giornata.

Qualche giorno prima avevo letto sui quotidiani locali un articolo riguardante il “Mercatino della musica e del disco da collezione”, che si sarebbe tenuto presso il Porto Antico di Genova.

A quei tempi, il mercato discografico non aveva ancora conosciuto il declino che da lì a poco sarebbe arrivato. Anzi, erano tanti i negozi di dischi che aprivano i battenti, oltre ai molti esistenti, e si vociferava che a breve ci sarebbe stata l’inaugurazione di un nuovo “mega-store”, dedicato al vinile, proprio nella zona del Porto Antico: praticamente un paradiso, per gli appassionati del genere come me.

Mi ero recato quindi a quel mercatino, pieno di desideri e di speranze, assolutamente ignaro dell’incontro che mi avrebbe condotto alla conoscenza di una persona con la quale, in futuro, avrei condiviso moltissime belle avventure.

Mercatino della musica a Genova, 20 e 21 giugno 1998

In quella via del Porto Antico, che correva tra il Palazzo Millo ed alcune eleganti palazzine (tra le quali quella denominata San Giobatta, che ritroveremo in seguito) si dispiegava una bella distesa di bancarelle, con invitanti esposizioni di 45 e 33 giri che, per un ventiduenne appassionato di musica, rappresentavano un invito irresistibile per perdersi nella ricerca di rarità da collezione, o, semplicemente, per trascorrere una giornata nel mondo che più lo faceva sentire a suo agio: il mondo della musica.

La mia attenzione, dopo una prima, timida perlustrazione delle esposizioni più accattivanti, venne ben presto catturata non solo da un particolare banchetto di dischi, ma anche, e soprattutto, dal suo proprietario.

Si trattava di un giovanotto sui 35 anni, scalzo e sorridente, che indossava un cappellino rosso, una stranissima camicia variopinta e dei pantaloni estivi a righe, che, vedendomi interessato, mi disse: “ciao!” (sembrava anche molto simpatico, rispetto alla media dei soliti “fenomeni” che stavano dietro a questi banchi delle meraviglie).

Dopo le presentazioni, iniziammo a parlare di musica, come se ci conoscessimo da sempre. All’epoca collezionavo dischi di Franco Battiato, e proprio lì, in bella mostra, c’era un 45 giri del suo brano “I treni di Tozeur”, portato all’Eurofestival del 1984, in coppia con Alice, che suscitò subito il mio interesse: non avevo ancora molti pezzi nella mia modesta collezione, così, senza pensarci troppo, decisi di aggiungerne uno pregiato, acquistandolo proprio da questo simpatico e strano personaggio.

In realtà, il 45 giri di Battiato non era l’unico pezzo al quale ambivo: aveva anche il 45 giri di Renato Zero intitolato “Il carrozzone”, ma i soldi non mi sarebbero bastati. Quindi chiesi al tipo la cortesia di appartarlo per me, per rivederci il giorno seguente, e lui acconsentì subito.

Fu così che ci scambiammo i numeri di telefono (ovviamente di casa, dato che non avevamo ancora i cellulari), scrivendoli su un foglietto volante, e dimenticando ovviamente di scrivere i rispettivi nomi.

Per questo, nella mia testa, ma solo per qualche ora, Stefano (questo era il nome dell’estroverso venditore), diventò Giuseppe, fino a che, alla sera, lo chiamai per confermare la mia presenza nel secondo giorno di mercatino, per ritirare il 45 giri di Zero.

Come promesso, ci ritrovammo, e nuovamente parlai di musica con questo amico appena incontrato, ma che mi sembrava di conoscere da una vita.

Quando arrivò il momento di congedarsi, Stefano mi disse che in futuro avrebbe partecipato anche alla ben più importante “Fiera del disco”, che si sarebbe tenuta in autunno, in un padiglione della “Fiera di Genova”.

Fiera del Disco di Genova, 1998

Passarono i mesi, e arrivò finalmente il giorno da me tanto atteso, l’appuntamento al quale non potevo mancare per nulla al mondo: la mostra del disco da collezione, quella con tantissimi espositori, che era anche l’occasione per rivedere Stefano e, ovviamente, parlare di musica con lui.

Anche questa volta mi sembrò di rivedere un vecchio amico. All’interno della fiera riecheggiavano suoni di generi musicali di ogni tipo e, tra un potenziale cliente e l’altro, si chiacchierò con passione di quello che per noi era un hobby importante, ma che speravamo diventasse qualcosa di più, un giorno.

Ci salutammo, con la promessa di tenerci sempre in contatto (pur senza i mezzi di comunicazione odierni), ma non prima che io avessi fatto un altro acquisto: il 45 giri di “Duel” dei Propaganda, una canzone che ancora adesso mi porto dietro dal 1985, quando non avevo ancora dieci anni. Un ricordo indelebile della mia infanzia divenne così un’’emozione condivisa con quella persona, che sapevo mi avrebbe capito alla perfezione.

Inserzione “Music Store”, 1998

Passò qualche settimana, e un’amica mi telefonò, consigliandomi di acquistare il quotidiano genovese “Il Secolo XIX”, perché, nella sezione “annunci di lavoro”, c’era qualcosa che avrebbe fatto a caso mio. Ecco il testo dell’annuncio: “Music Store ricerca repartista con forte conoscenza catalogica del prodotto discografico e videografico. Disponibilità immediata. Inviare curriculum entro il 13-11-98 Via San Lorenzo 17/6 Genova Rif.: MS”.  Che si trattasse del negozio di cui si vociferava da tempo in città ?

In quel periodo non avevo un’occupazione vera e propria, ma mettevo da parte qualche spicciolo con lavoretti saltuari, portando avanti la passione per la musica, ascoltando dischi, leggendo riviste specializzate, e tenendomi aggiornato su tutto il panorama delle sette note. Quell’annuncio mi avrebbe dato la grande possibilità di trasformare la mia passione in un vero lavoro! C’era solo un’incognita: cercavano solo UN repartista, e chissà quanta gente avrebbe provato a rispondere all’allettante, almeno per me, annuncio.

Non mi persi d’animo, e feci tutto quello che potevo, portando addirittura il mio curriculum a mano, oltre che spedirlo.

Le mie speranze furono esaudite, quando mi chiamarono per un colloquio che si sarebbe tenuto in una palazzina del Porto Antico, denominata palazzina “San Giobatta”, un edificio che ospitava diversi uffici a capo di varie aziende. Carico di emozioni, e desideroso di ottenere il tanto sognato lavoro, mi recai in questo posto, che subito mi parve familiare. Si trovava infatti proprio nella via dove qualche mese prima avevo conosciuto Stefano.

Entrando, e salendo le scale, chi mi apparve in cima alla rampa, vestito di tutto punto con completo elegante, camicia e cravatta variopinta a “spezzare” la seriosità del tutto? Proprio lui: Stefano.

Sorpreso lo salutai e subito pensai: “Pazzesco… lavora qui il mio nuovo amico!”. Quando mi disse che invece era lì anche lui per il colloquio per il Music Store, persi un po’ di speranza: lui sicuramente era più preparato, più grande di me, e con più esperienza: non ce la potevo fare.

Scoprimmo che le coincidenze tra noi non erano ancora terminate: nemmeno lui aveva visto l’annuncio, ma lo aveva letto sua madre, che lo aveva chiamato, e scoprimmo anche con gioia che il “Music Store” era alla ricerca di molti repartisti: cominciammo insieme a sognare ad occhi aperti.

Ci aspettammo al termine dei colloqui e, per festeggiare l’esito positivo per entrambi, ci recammo in un bar del centro storico per “brindare” con un caffè al nuovo posto di lavoro: fu uno dei caffè più buoni di tutta la mia vita !!

Dopo il brindisi, Stefano si offrì di accompagnarmi a casa in auto, sebbene non abitassimo proprio vicini: sulla sua scassata Renautlt 4 bianca, i discorsi musicali proseguirono per tutto il tragitto (e sarebbero proseguiti per anni), tra due amici entusiasti che avevano appena coronato il loro sogno: lavorare in mezzo alla musica.

Era nata una grande amicizia, che si sarebbe cementata in un fantastico negozio di dischi.

Un’amicizia che dura ancora oggi, forte più che mai.

Marito, papà, bassista, collezionista seriale, genoano.

Disegno, faccio imitazioni, mi emoziono.

14 Commenti
  • Angelone

    Ok, mi avete fatto piangere. Vi meritate un vaffa.

    23 giugno 2018 at 8:13 Rispondi
    • Stefano Butera

      Anche noi ti vogliamo bene.
      Non scherzo.

      23 giugno 2018 at 13:38 Rispondi
      • Ema

        Confermo.
        We ❤️ Angelone.

        23 giugno 2018 at 13:50 Rispondi
    • Ema

      Vaffan❤️

      23 giugno 2018 at 13:54 Rispondi
  • Nanni

    Bravo Ema le amicizie vanno curate e se le curi bene si solidificano e crescono e non muoiono mai
    Avere un amicizia così è troppo bello.Pero ricordati le etichette, ciao 😊😊😊 baci a tutti

    23 giugno 2018 at 12:29 Rispondi
    • Ema

      Grazie Nanni ❤️
      Sei il mio suocero preferito 😁

      23 giugno 2018 at 13:52 Rispondi
  • Roberto

    Bello bello.. Chissà se ci siamo mai visti al music Store. Venivo spesso e qualche volta ho acquistato. Ricordo ad esempio di aver acquistato lí ORIGIN OF SIMMETRY dei MUSE, uscito nel 2001 magari me lo avete venduto voi :)..

    23 giugno 2018 at 13:56 Rispondi
    • Stefano Butera

      Era un negozio M E R A V I G L I O S O

      23 giugno 2018 at 14:18 Rispondi
    • Ema

      Se solo ci fosse, da qualche parte, una sorta di “registrazione” di quei tempi, per rivedere i possibili “incroci” e le varie coincidenze…

      24 giugno 2018 at 11:41 Rispondi
  • Carla Gatti

    Ciao ragazzi! Sono proprio contenta di avervi conosciuti…❤️

    24 giugno 2018 at 8:12 Rispondi
    • Ema

      Splendida Carla ❤️
      È così anche per noi… 😘

      24 giugno 2018 at 11:45 Rispondi
  • clarissa

    Bello questo piccolo frame della tua vita meno belli i tuoi baffi in foto. Grazie i tuoi racconti sono sempre appassionanti.

    25 giugno 2018 at 10:06 Rispondi

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