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La stampa italiana

26 marzo 2013 – “Una melodia” by Paolo Re – “Vanity Fair Italia” : “

Una melodia con un’unica voce: la chitarra di Mark Knopfler, che ci porta fino a Pennan un paesino delle Highlands, in Scozia. Ci vanno migliaia di turisti con un motivo principale: riscoprire la musica di Local Hero. Non vi capita mai di passare un’intera giornata a fischiare una canzone, una melodia: così improvvisamente, dal nulla. Un momento prima non c’era e l’attimo dopo è lì che ronza nella testa. Magari è solo un pezzetto, una piccola parte, ma quelle poche note bastano e avanzano per farvela canticchiare e magari… aprire il libro dei ricordi. Siete mai stati in Scozia? La seconda volta appena uscito dal cinema dopo aver visto Highlander, avessi avuto i soldi per prendere un aereo e volarci in quel momento (facendo un tour di tutti i luoghi dove Sean Connery allenava Christopher Lambert alla battaglia finale) l’avrei fatto.Poi ancora, dieci anni dopo durante Braveheart, quando Mel Gibson, con la faccia dipinta di blu, motiva un traballante esercito scozzese (ma li era più per la forza delle parole pronunciate -che avevano gasato anche me- anche perché il film era stato girato quasi interamente in Irlanda). Comunque no, non sono completamente stonato, mi sono accorto di non avervi detto la prima volta. Però la prima è la prima: come il primo bacio, il primo amore, la prima volta di qualsiasi cosa che non necessariamente deve essere la migliore o la più bella, ma comunque ricorderemo per sempre perché è stata la prima. Nel 1984 esce un film meraviglioso intitolato Local Hero. In realtà, probabilmente, il film non sarei mai andato a vederlo se non avessi avuto una fidanzata intraprendente che volevo a tutti i costi incontrare e non avessi saputo che l’autore della colonna sonora era Mark Knopfler, cantante, leader e chitarrista dei Dire Straits, una delle band che più preferivo in quel momento. I Dire Straits avevano fatto una corsa al successo quasi senza precedenti, nei primi quattro album ci fecero sognare con una serie lunghissima di gioielli musicali che scrivevano una storia diversa e nuova nell’uso dello strumento chitarra. La voce sembrava Bob Dylan, ma la chitarra era una lama intrisa di miele- Sultans of Swing, Down To The Waterline da Dire Straits, il primo disco, o Once Upon A Time In the West in Communiqué e le spettacolari e, sicuramente determinanti per il successo in terra italica, Tunnel Of Love e Romeo and Juliet sono canzoni pazzesche anche per merito di questa chitarra sempre pulita, sinuosa, rapida anche un po’ stronza perché perfetta, ma sempre pronta a dialogare con gli altri strumenti in un continuo fraseggio di melodia ritmica che quando lo ascolti la seconda volta sai già cantarlo e ti ritrovi a mimare con le mani l’assolo come stessi facendo un concorso di Air Guitar. Poi arriva Love Over Gold ed è con Telegraph Road, Private investigations e Love Over Gold che Mark Knopfler fa le prove generali per Local Hero. Questi due album sono, a mio modo di vedere, imperdibili. È come tornare dopo mezzanotte per la prima volta o camminare mano nella mano con la tua ragazza: la sensazione di sentirsi più grandi, cresciuti e nel posto giusto. La parola giusta è fighi. Impagabile. Ma è Local Hero che tocca forte e in profondità il mio cuore, quel disco come pure l’omonimo film e quel profondo nord scozzese, là a pochi chilometri dal famoso lago del mostro di Lochness, nelle Highlands di nebbia e cieli viola e nuvole più veloci del vento. Local Hero è una colonna sonora che non suona come una colonna sonora. Sembra un album dei Dire Straits dove l’unica voce questa volta è la chitarra di Mark e forse i nostri sogni e le nostre utopie. Sentite Going Home, o The Wild Theme. È un misterioso intreccio di folk music intima e confidenziale che quasi si nasconde e si lascia esplodere, solo quelle volte, con le poche note di chitarra di Knopfler che sembrano quegli stessi colori pieni che contraddistinguono la Scozia. E poi i pezzi folk con gli strumenti tipici, fisarmoniche e flauti. Chiudere gli occhi ascoltando questo disco significa sentire odori forti e sentimenti decisi: salsedine e torba, solitudine e condivisione. Straordinario. E per questo Local Hero ti prende per mano e ti porta a fare il giro delle Terre Alte di Scozia tra strade strette e isolate, paesaggi che sembrano quadri di Turner dove la luce viene intesa come un elemento atmosferico in continuo movimento, rendendo il tutto cinematografico, appunto, dove montagne imponenti dividono gli spazi con foreste che scendono fino al mare, dove il vento sembra un flauto o mille cornamuse e i colori impressionanti dell’intorno i kilt dei clan che l’hanno governata. Il film è ambientato nelle Highlands, un po’ sulla costa ovest e un po’ sulla costa est, in un piccolo villaggio che nel film ha il nome di Ferness, mentre nella realtà è il quasi sconosciuto Pennan: un paesino di pescatori nell’Aberdeenshire. Il posto è incantevole e girando per le Highlands scozzesi forse non merita una visita se non per lo stesso motivo per il quale, ad oggi, migliaia di turisti e fan di Local Hero lo raggiungono, come fosse la tomba di Jim Morrison al cimitero di Père Lachaise a Parigi, o il grande prato di Woodstock a White Lake NY, fare una telefonata dall’unica e famosissima e tipicamente British cabina telefonica rossa, esattamente come succede ad uno dei protagonisti del film. In realtà la cabina è un oggetto di scena, ma diventata così famosa da essere stata ri-sistemata, dalla compagnia telefonica nazionale, più o meno nella stessa posizione che aveva nella scena originale. Local Hero è una storia che ci piacerebbe vivere oggi, in questi giorni e che non faticherebbe a colpirci in positivo e a farci emozionare. È leggera e ridicola, troppo piccola e lenta, ma per questo bella e sincera e ci dà speranza… e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno. L’uomo ricco e potente, così come anche il povero, menefreghista e ignorante nella scalata verso la propria ambizione, che finalmente e fortunatamente smette di corrompere, prevaricare, annichilire e distruggere per godere di tutto l’intorno che sia la natura o il calore e la forza dei rapporti umani: anche solo per poco. Sembra una favola: è infatti lo è. Ed è per questo che nella sua sciocca leggerezza ci permette di fare e pensare tutto quello che vogliamo… E allora anche noi, come “Mac” MacIntyre (Peter Riegert) e Felix Happer (Burt Lancaster), entriamo in una cabina del telefono, chiamiamo una persona a cui vogliamo bene o che ci manca e guardando le stelle o il cielo in generale raccontiamogli qualcosa di bello. Poi, andate nel primo negozio di dischi e compratevi Local Hero… credetemi sarete felici. … e a proposito Un asteroide chiamato Happer prende il nome dal personaggio di Burt Lancaster -il ricco petroliere che si converte alla protezione dell’ambiente- che nel film sognava di poter associare il proprio nome ad una stella.
Possiamo farcela, forse.

 

2 maggio 2013 – “Un classico della cinematografia mondiale” by Alessandro Gazzera – “Cronaca Torino”:  

“Richiama qualche ricordo negli appassionati un film del 1983 scritto e diretto da Bill Forsyth, con l’immortale Burt Lancaster. Il titolo è Local Hero ed è una storia piacevole capace di coinvolgere lo spettatore fino all’ultimo. La storia parla di un vecchio scozzese che non vuol vendere la sua terra a una ricca società americana che ha in progetto la costruzione di una raffineria in Scozia. Il tutto si prospetta come un “inno” all’ecologia costruito da un impianto narrativo creato alla perfezione e che porta allo “scontro” tra la cultura americana del “tutto si può comprare e tutto è in vendita” e l’astuzia scozzese che farà si che la raffineria non si costruirà. A dare il “tocco da maestro” a quello che sarebbe un tipico film da vedere in una serata dove c’è bisogno di rilassarsi con una storia a lieto fine è Mark Knopfler. Il musicista scozzese inizia con “Local Hero” una serie di colonne sonore che renderanno celebri tutti i film cui partecipa. Il vero capolavoro del 1983 è la canzone “Going Home: Theme of the Local Hero”  divenuta negli anni un vero e proprio cavallo di battaglia dell’artista. L’ex frontman dei Dire Straits ha elevato un film facendolo diventare un classico immancabile nelle videoteche degli appassionati di tutto il pianeta. Il duo Lancaster-Knopfler insomma ha fuso una storia leggera e note che invitato a rilassarsi e restare meravigliati. In parole povere il perfetto mix per una serata, magari in due.

Osservando le mie mani, ho visto granelli dei ricordi cadere tra le dita, uno dopo l’altro, e andare perduti per sempre. Con questo contenitore magari ne salverò qualcuno, per chi, in futuro, sarà interessato a capire cosa io fossi.

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