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31 Ago

1986: F.A. Charity Shield

Gli amanti dello sport ricordano per tutta la vita alcuni eventi particolari, soprattutto se vi hanno assistito dal vivo. L'atmosfera di contorno, i tifosi, i rumori, le urla di entusiasmo o di delusione, e la scenografia degli spalti affollati, creano ricordi che risultano spesso indelebili. Chi ha assistito ad una finale di Wimbledon, a un Gran premio di Formula 1, ad una gara di Moto GP o del World Rally Championship, ad una tappa del Giro d'Italia, ad una gara delle Olimpiadi o a un importante match di Boxe, difficilmente se ne dimenticherà. 

A Londra, nel tempio del calcio britannico, l'incredibile stadio di Wembley (che vedete in copertina) ebbi la fortuna, alle ore 15:00 del giorno sabato 16 agosto 1986, di assistere alla finalissima di Supercoppa d'Inghilterra, disputata da Liverpool ed Everton: un derby tra due squadre della stessa città. Il biglietto che avevo acquistato per 5 sterline (eccolo scansionato, insieme alla copertina del programma), mi garantiva un posto a sedere in gradinata, praticamente nel cuore della allora tristemente famigerata tifoseria del Liverpool. Non vi nascondo che, solo per un attimo, quel giorno mi tornarono alla mente le drammatiche immagini di pochi mesi prima (29 maggio 1985), quando allo Stadio Heysel di Bruxelles in Belgio, i tifosi del Liverpool, con una condotta criminale, causarono la morte di ben 39 persone. 

Ma fu solo la preoccupazione di qualche minuto: fortunatamente nessuno si occupò del sottoscritto, e anzi venni indotto "con le buone" a partecipare alle loro manifestazioni di gioia, o di disappunto. Fui anche bravo ad imparare in fretta la canzoncina "Are you watching, Manchester ?" ("State guardando, voi a Manchester"?, una bella presa in giro per i "cugini" di Manchester), che tutti intonavano in continuazione.

Il Wembley Stadium, con la sua capienza di circa 100.000 spettatori, era all'epoca uno degli stadi più famosi, più importanti e più belli del mondo. Costruito nel 1923, ospitò una finale di Campionato del Mondo (1966), una finale del Campionato Europeo (1996), 5 finali di Coppa dei Campioni (1963/1968/1971/1978/1992), 2 finali di Coppa delle Coppe (1965 e 1993), tutte le finali della F.A. Cup e tutte quelle della FA Charity Shield. 

Ospitò anche innumerevoli concerti, tra i quali cito solo i più importanti: il "London Rock and Roll show, con Bo Diddley, Jerry Lee Lewis, Little Richard, Billy Haley e Chuck Berry (1972), i Pink Floyd (1974), il LIVE AID ( 1985), i Queen (1986), gli U2 (1987/1993/1997), Michael Jackson (1988/1992/1997), i Genesis (1987), i Guns and Roses (1992) e il Freddie Mercury Tribute (1992). Il Wembley Stadium fu purtroppo chiuso al pubblico nel 2000, e definitivamente abbattuto nel 2003. Ringrazio di aver avuto la fortuna di viverlo, in tutta la sua maestosità. 

Come se tutto ciò non fosse sufficiente, in quel luogo storico, quel giorno di agosto stavano giocando i Campioni d'Inghilterra contro i detentori della Coppa d'Inghilterra, due squadre di Liverpool stracolme di campioni famosi (ecco, a sinistra, le formazioni, scansionate dal programma), tra i quali conoscevo benissimo il gallese Ian Rush (che aveva già annunciato il suo passaggio alla Juventus), l'allenatore/giocatore scozzese Kenny Dalglish ed il bizzarro portiere sudafricano Bruce Grobbelaar. 

Fu una giornata per me decisamente memorabile. Su internet si trovano moltissime fotografie ufficiali dell'evento, e anche alcune immagini della partita, su YouTube, se volete approfondire quell'evento. Per la cronaca, la partita terminò 1-1 (reti di Adrian Heath per l'Everton e di Ian Rush per il Liverpool) e la Coppa per un anno venne conservata in condivisione dalle due squadre, come usanza dell'epoca. 

Infine vi saluto mostrandovi tre fotografie originali, da me scattate quel giorno dalla gradinata del Liverpool, con la mia scarsa macchinetta a rullino: non considerate la qualità tecnica, ma il valore "emozionale".







Osservando le mie mani, ho visto granelli dei ricordi cadere tra le dita, uno dopo l’altro, e andare perduti per sempre. Con questo contenitore magari ne salverò qualcuno, per chi, in futuro, sarà interessato a capire cosa io fossi.

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