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17 Dic

1990: Le notti magiche a Genova

Ventisette anni fa, nel giugno del 1990, si giocarono allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova quattro partite dei Campionati Mondiali di calcio. Fu un evento importante per la mia città: ecco la cronaca di quelle giornate.

Considerato che il Campionato Mondiale di calcio in Italia, denominato “Italia 90”, venne organizzato ben 56 anni dopo quello da noi vinto nell’edizione del 1934, credo che si possa affermare che, a prescindere dalla passione, o dall’odio, coltivati per questo sport, assistere dal vivo a questa competizione sia un evento che, con molte probabilità, rimarrà unico nella nostra vita. Infatti, ben poche manifestazioni sportive (forse solo le Olimpiadi) possono vantare una portata mediatica così universale, e generano così importanti interessi economici e sociali: il campionato mondiale di calcio rimane scritto nella storia, in ogni caso.

Ad organizzare “Italia 90” venne chiamato un giovane Luca Cordero di Montezemolo, ex manager Ferrari, il quale fece partire i lavori quattro anni prima, nel 1986.

Molti degli stadi deputati alle gare necessitavano infatti di importanti adeguamenti, inoltre il “Luigi Ferraris” di Genova venne ricostruito, mentre il “Delle Alpi” a Torino ed il “San Nicola” a Bari vennero progettati ex novo. Come inno ufficiale della competizione venne scelto il brano “To be number one” dell’italiano Giorgio Moroder (che aveva già lavorato con Donna Summer, Roberta Kelly, Sparks e Freddie Mercury), che, con un testo scritto da Gianna Nannini e Edoardo Bennato, divenne nel nostro paese “Un’estate italiana”, da molti ribattezzato “Notti magiche”.

E non poteva mancare, ovviamente, una mascotte, che venne chiamata “Ciao”, con il nome scelto, a mezzo di un referendum, dagli utenti del Totocalcio: per la cronaca, gli altri nomi in gara erano addirittura “Dribbly”, “Amico”, “Bimbo” e “Beniamino”. Insomma: non ci facemmo proprio mancare nulla: ecco un fulgido esempio dell’italico merchandising:

A Genova vennero assegnate (in condivisione con Torino) le partite del girone C, che comprendeva Brasile, Svezia, Scozia e l’esordiente Costarica, allenato dal mago Milutinovic. La prima partita del girone fu giocata il giorno 10 giugno, al “Delle Alpi” di Torino, quando il Brasile regolò la Svezia per 2-1, con due reti di Careca, ed una di Brolin. Il giorno seguente, 11 giugno 1990 alle ore 17, davanti a 30.867 spettatori, venne dato il calcio d’inizio della partita Costarica – Scozia a Genova.

I tifosi britannici erano giunti numerosi nella nostra regione, e, tra loro, si era distinto Rod Stewart, quale indiscusso campione di bevute e di vita notturna in Riviera.

Nonostante la presenza di due tifosi illustri (Rod Stewart in tribuna VIP, e il sottoscritto in gradinata sud), la Scozia riuscì a perdere clamorosamente all’esordio, subendo, da un tale chiamato Juan Cayasso, il gol che vedete qui a sinistra.

Il secondo turno si giocò il giorno 16 giugno, alle ore 21. Davanti ai miei occhi, e a quelli di altre 31.822 persone, la Scozia sconfisse la Svezia per 1-2. Le reti furono di McCall, di Johnston su rigore (ecco la foto del momento), e di Stromberg, mentre a Torino il Brasile liquidava il Costarica per 1-0, grazie ad una rete di Muller. Ultimo turno il 20 giugno, con i seguenti risultati: a Genova, alle ore 21, spettatori 30.223, Svezia – Costarica 1-2 (reti di Ekstrom, Flores, e, per la storica qualificazione, di Medford a due minuti dalla fine) e, a Torino, Brasile – Scozia 1-0, con marcatura ancora di Muller. Alla fine del girone fu quindi qualificato il Brasile, insieme al sorprendente Costarica. Il carnet da me acquistato era formato da 4 biglietti, e comprendeva anche una partita degli ottavi di finale. Il 25 giugno, alle ore 17, davanti a 31.818 spettatori, Irlanda e Romania disputarono la loro partita per accedere ai quarti di finale. Il match terminò 0-0 e l’Irlanda, grazie al calcio di rigore sbagliato da Timofte, guadagnò l’accesso al turno seguente, dove avrebbe incontrato l’Italia (e perduto, grazie ad un gol di Totò Schillaci).

Per la cronaca, la finalissima venne giocata a Roma il giorno 8 luglio 1990 tra Germania e Argentina, e decretò i tedeschi Campioni del Mondo grazie ad un gol di Brehme al 84° su calcio di rigore. In precedenza, l’Italia e l’Inghilterra si erano fermate alle semifinali, sconfitte a Napoli e a Torino, entrambe dopo i calci di rigore, dall’Argentina e dalla Germania.

Ed, infine, qualche piccola curiosità:

Parteciparono a quel torneo ben tre Nazioni che oggi non esistono nemmeno più (quanti cambiamenti sulle carte geografiche abbiamo visto, in questi 27 anni….): a Bari la Cecoslovacchia interruppe bruscamente la bella favola del Costarica con ben tre reti di Thomas Skuhravy, a Verona la Jugoslavia eliminò la Spagna, mentre l’Unione Sovietica fece solo una magra comparsata, venendo subito eliminata. Totò Schillaci vinse la classifica cannonieri con sei marcature e quello fu l’ultimo mondiale di calcio che permise ai portieri di ricevere con le mani un retropassaggio.

Ecco i miei quattro biglietti originali, per la gradinata Sud:

Osservando le mie mani, ho visto granelli dei ricordi cadere tra le dita, uno dopo l’altro, e andare perduti per sempre. Con questo contenitore magari ne salverò qualcuno, per chi, in futuro, sarà interessato a capire cosa io fossi.

2 Commenti
  • Cristiano

    Ciao giovane ostinato arroccato..a margine delle altre “stories” che ho letto con piacere (su tutte Venezia nella nebbia e Le case abbandonate, a Portegtandi), qui tocchi un argomento che dopo 25 anni di onorata carriera dilettantistica sento particolarmente mio.. e come molti altri e ognuno per motivi diversi ricordo bene questo evento..l’amicizia..l’appartenenza ..la scaramanzia (tutti a casa di Filippo perché lì si vinceva..che rimorso pensare che per la semifinale non ci siamo stati..pensavamo fossimo usciti per colpa nostra..in quel modo poi…..)..ecco..quando si pensa ad un periodo felice..per me quello lo è stato..grz bro per averne risvegliato il ricordo…..un abbraccio

    24 maggio 2018 at 23:50 Rispondi

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